L’affare Zaniolo

Il 26 giugno 2018 l’Inter, dopo un lungo corteggiamento, annuncia l’acquisto dalla Roma di Radja Nainggolan.
https://sport.sky.it/calciomercato/serie-a/2018/06/26/inter-nainggolan-ufficiale.html
Operazione da 38 milioni complessivi, con l’Inter che versa 24 milioni nelle casse della Roma oltre alla cessione a titolo definitivo dei cartellini di Nicolò Zaniolo e Davide Santon (per una valutazione complessiva di 14 milioni: 4,5 il primo e 9,5 il secondo). Per il centrocampista belga, invece, un contratto fino al 2022 da 4,5 milioni netti l’anno. Al di là dell’investimento non indifferente per l’acquisto di un trentenne (oltretutto con i parametri del settlement agreement con l’UEFA da rispettare entro il 30 giugno successivo), l’intero ambiente nerazzurro saluta la notizia con grande entusiasmo. Il Ninja, al netto di qualche problema comportamentale fuori dal campo, è un grande giocatore in grado di aggiungere una spiccata leadership ad una squadra che ha dimostrato di aver bisogno soprattutto di uomini dotati di carattere e di ritmo di gioco per provare a colmare il gap che la separa dai top club europei. Anche da un punto di vista tecnico sembra un’aggiunta perfetta per una squadra come quella dell’Inter che, seppur qualificatasi per la Champions League all’ultima giornata, ha mostrato palesi limiti di personalità, oltre che di forza fisica e ha difettato negli inserimenti offensivi dei centrocampisti, lasciando quasi esclusivamente ai soli Icardi e Perisic l’incombenza di segnare. E sono proprio queste le migliori qualità dimostrate dal belga nelle sue quattro stagioni e mezzo trascorse in giallorosso, soprattutto nel periodo in cui è stato allenato da Mr. Spalletti. Il sacrificio economico (che azzera tra l’altro ogni residua possibilità per l’Inter di riscattare entro il 30 giugno non solo Rafinha, ma anche Cancelo, poi andato alla Juventus…) appare quindi indispensabile, anche perché il suo acquisto viene vivamente caldeggiato da Mr. Spalletti, che avendo già allenato il giocatore nel corso della sua militanza alla Roma, dà la spinta decisiva per chiudere l’operazione, spendendosi in prima persona con la società pur di poter avere tra le sue fila un giocatore ritenuto ideale per quel ruolo di finto trequartista incursore tanto caro al tecnico di Certaldo. E poco importa, se il Ninja, fresco trentenne, è reduce da una stagione in chiaroscuro (solo 4 gol in campionato dopo gli 11 della stagione precedente), caratterizzata da notti brave in discoteca e video poco edificanti postati sui social, culminata infine con la clamorosa esclusione dai convocati del Belgio per il Mondiale di Russia da parte del CT Martinez. L’Inter è comunque convinta di aver fatto un affare.

Nainggolan sostituito, Zaniolo migliore in campo contro l’Inter

A distanza di pochi mesi, probabilmente i dirigenti nerazzurri iniziano ad avere qualche dubbio sulla bontà dell’operazione. Infatti Nainggolan, infortunatosi sin dai primi giorni del ritiro, non riesce a raggiungere una condizione accettabile per essere determinante per la sua squadra e, senza di lui, l’Inter esce dalla Champions già nei gironi eliminatori. Dopo l’eliminazione va ancora peggio: dopo qualche vicissitudine personale finita come al solito sui giornali (anche una grossa perdita ad un Casinò), il Ninja viene sospeso per una partita (prima di Inter-Napoli) per l’ennesimo ritardo agli allenamenti e nelle prime partite dell’anno scivola addirittura in panchina, entrando solo a gara in corso senza incidere. E l’Inter è attualmente solo terza in campionato, con due punti (e 4 gol segnati) in meno rispetto all’anno scorso.

Invece a Roma…si godono Zaniolo

Intanto, a Roma hanno assistito in questi mesi alla nascita di un potenziale crack, Nicolò Zaniolo. . .che da pedina di scambio utile per ottenere una plusvalenza, è talmente cresciuto in maglia giallorossa da diventare titolare indiscusso nel ruolo di trequartista dietro la punta, scalzando dai titolari il tanto sponsorizzato Pastore. Del resto già nel mese di settembre il CT Mancini lo aveva convocato a sorpresa in nazionale per le sfide di Nations League contro Polonia e Portogallo, nonostante non avesse ancora giocato neppure una partita in Serie A. Un paio di settimane più tardi Mr. Di Francesco lo fa esordire con la maglia della Roma nella partita di esordio di Champions League al Bernabeu contro il Real Madrid, dove, nonostante la sconfitta, gioca 55 minuti di buona personalità. Dopo quella partita, viene tenuto un po’ in ovatta da Mr. Di Francesco il quale lo ripropone in campo solo ad inizio novembre. Poi, a dicembre, la svolta. Complici gli infortuni a Pastore e Pellegrini, trova spazio nell’11 titolare della Roma proprio nella partita casalinga contro l’Inter venendo schierato come trequartista alle spalle dell’unica punta. E ripaga la fiducia del mister con una prestazione di assoluto livello, culminata con gli applausi dell’intero Olimpico che incomincia a conoscere ed apprezzare il nuovo talento giallorosso.

Da quella partita non esce più dal campo, inanellando una serie di ottime prestazioni, condite anche da un paio di gol di buona fattura segnati contro Sassuolo e Torino.

https://www.asroma.com/it/video/2018/12/guarda-il-gol-di-zaniolo-contro-il-sassuolo

https://www.asroma.com/it/video/2019/1/guarda-il-gol-di-zaniolo-contro-il-torino


Ultima postilla: nel frattempo la Roma, a differenza dell’Inter di Nainggolan, si è qualificata per gli ottavi di Champions League, dove l’aspetta il Porto, con il sogno di ripetere le imprese della scorsa stagione anche grazie all’apporto del talentino di Massa.

E già si sentono i primi paragoni con mostri sacri come Kakà, o Pogba. Nonostante la stazza (1,90), infatti, Zaniolo si muove con grande agilità ed indubbia eleganza, ha una tecnica sopraffina, gioca a testa alta e dimostra una estrema bravura proprio negli inserimenti e nel tiro. Un vero patrimonio per tutto il calcio italiano. Con un valore di mercato già schizzato alle stelle.

Talenti da scoprire o semplici plusvalenze ?

Oggi appare facile parlare, ma la domanda che ci si pone è questa: era proprio così difficile per l’Inter intuire le doti di Zaniolo che del resto era già considerato universalmente uno dei migliori talenti italiani ? Sarebbe stato impossibile per Spalletti puntare su un giovane talento che l’anno scorso, dopo aver svolto il ritiro estivo con la prima squadra, aveva poi trascinato la squadra Primavera alla vittoria del campionato segnando ben 14 gol (tra cui quello decisivo in semifinale contro la Juventus), conditi da 8 assist ?

Minuto 0:48 Gol di testa di Zaniolo

E che aveva giocato un Europeo under 19 da protagonista aiutando l’Italia ad arrivare in Finale sconfitta solo dal Portogallo ai supplementari ?

#U19EURO highlights: Finland 0-1 Italy

https://www.youtube.com/watch?v=9Awwb8IjNPI

E mentre Zaniolo spopolava contro i suoi coetanei, l’Inter, dopo il fallimento di Joao Mario e l’accantonamento di Borja Valero, nel gennaio 2018 era stata costretta a prendere in prestito Rafinha dal Barcellona per colmare il vuoto nel ruolo di trequartista. Rafinha che poi per il fair play finanziario e per la volontà di Spalletti di acquistare Nainggolan (ritenuto più adatto del brasiliano al proprio gioco) non veniva riscattato per i 38 milioni concordati, esattamente la somma messa a bilancio per il belga, ritenuto dal mister la miglior soluzione per la trequarti dell’Inter. A tutti i costi. Nonostante il fatto che, a guardare bene, il trequartista l’Inter ce lo aveva già in casa. Giovane, italiano, proveniente dal vivaio e con 11 anni di meno rispetto allo strapagato belga. Forse sarebbe bastato solo dargli un pò di fiducia. Tipo quella che ancora oggi viene concessa dall’allenatore a giocatori come Joao Mario e Borja Valero. Chiunque, piuttosto che essere costretti a lanciare un giovane del proprio vivaio. Nonostante i corposi investimenti effettuati a livello giovanile negli ultimi anni ed i risultati sportivi più che positivi, infatti l’Inter da anni non riesce a lanciare in prima squadra un giovane del proprio vivaio. L’ultimo, a memoria d’uomo, è stato Mario Balotelli.

Possibile che in altre nazioni europee i giovani talenti più forti provenienti dal vivaio vengono subito lanciati titolari in prima squadra e lasciati crescere (vd. Dele Alli al Tottenham oppure Pulisic al Borussia Dortmund o Mbappè al Monaco) mentre in Italia vengono lasciati marcire in panchina (o mandati in giro in mille prestiti) per poi essere utilizzati solo per generare plusvalenze (spesso pure gonfiate) ? E poi dicono che il calcio italiano deve ripartire dai vivai…..

Zaniolo con la maglia dell’Italia